Le giovani italiane lo fanno sempre prima. L’età media della prima volta ormai è scesa a 10-12 anni, addirittura in preadolescenza, e sono sempre più frequenti i casi di ragazzine (anzi di bambine) che fanno sesso senza ancora aver avuto il primo ciclo mestruale.
Rischio malattie veneree - È l’allarme della sessuologa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia al San Raffaele di Milano. “Ormai - spiega l’esperta - arrivano da me ragazze che sono ancora bambine e già hanno avuto il primo rapporto sessuale. Non hanno idea di cosa siano e a cosa servano gli anticoncezionali, e ignorano il rischio di malattie sessualmente trasmissibili. Tanto che aumenta enormemente il papillomavirus: fino a dieci anni fa ne vedevo uno al mese, oggi ne vedo 10 al giorno”.
Torna la sifilide - Colpa di una promiscuità che “ha raggiunto livelli tremendi”. E non aumenta solo il papilloma, ma anche la clamidia, la gonorrea, la sifilide stessa, che da “reperto archeologico” è tornata a colpire. D’altra parte, ricorda la sessuologa, il 30% delle giovanissime continua a sfidare la sorte, non usando alcun metodo contraccettivo, e la prima volta è senza precauzioni per una su tre.
Senza profilattico - L’Italia si conferma agli ultimi posti in Europa per mancata volontà di usare contraccettivi (53%), mancata conoscenza (38%) o errato utilizzo (9%). Non a caso uno sconsolante 0,3% delle under 19 italiane possiede una buona educazione sessuale. “Cala il consumo di preservativi - segnala la Graziottin - che dal picco di 114 milioni di confezioni vendute nel 1999, anno della massima paura per l’Aids, sono scesi a 98 milioni”.
Olanda docet - Ma il consiglio della sessuologa è per una contraccezione “integrata”, che eviti sia il rischio di gravidanze che di malattie: “L’ideale è il modello olandese. Preservativo per lui e pillola per lei. In questo modo hanno ridotto drasticamente sia le malattie che gli aborti”.


